Qualche anno fa una mia amica ha creato un nuovo gruppo su Whatsapp che si chiamava più o meno come il titolo di questo articolo (senza punto interrogativo e non è un dettaglio). Eravamo amiche fin dalla prima elementare e il gruppo era composto solamente da lei, me ed una terza nata come noi all’inizio degli anni ’80.

Quasi tutte noi (sì questo articolo è al femminile e… Sì, ho usato il “quasi” per essere politically correct) ex bambine di inizio anni ’80 siamo state “formate” prima dalle principesse Disney (Cenerentola, Biancaneve, La Sirenetta), qualche anno dopo da quella disgraziata di Candy Candy e le sue colleghe, per poi approdare a Pretty Woman, Dirty Dancing e tutta una serie di film e telefilm con protagoniste colpite da sfighe di vario genere e sempre salvate in extremis da LUI, che non avrebbe lasciato Baby in un angolo.
Siamo in tante ad essere diventate adolescenti e giovani donne con la sicurezza che il principe azzurro ci avrebbe caricate a cavallo e portate al castello magico.
Per tante di noi la delusione è arrivata abbastanza in fretta… Chi prima (30 anni?) e chi dopo (40?) abbiamo scoperto che… Pretty Woman ci aveva proprio fregato. Stare sulla scala antincendio ad aspettare Richard che salga e venga a portarci in salvo si è rivelata (quasi sempre) una enorme cantonata.
Questo ha portato molte di noi all’estremo opposto, laddove gli uomini “sono tutti uguali”, traditori, superficiali, incapaci di assumersi responsabilità, esseri inferiori. Cliché ancora in voga, stando alle battute di molte mie conoscenti e non.
Questo stereotipo dell’uomo incapace di stare al passo con il vero amore ha fatto forse più danni della visione adolescenziale che voleva l’uomo mitico e perfetto. Ha portato sovente a diffidenza, sarcasmo, superbia, solitudine. Solitudine anche nella coppia (“non sto a dirglielo, tanto non capisce, è un uomo”).
Quindi dove voglio arrivare?
Vorrei fare un proclamo a voce alta: la verità è che il principe azzurro non esiste (e nemmeno la sua versione femminile, se vogliamo mettere in chiaro le cose), nessuno verrà a salvarci se prima non facciamo noi un bel percorso di crescita (ognuno con i suoi mezzi, ma un bel percorso di psicoterapia sarebbe utile a molti, ne sono convinta). Finché non ci assumeremo la responsabilità di essere adulti, diventando genitori di noi stessi, nessuno potrà tenerci in piedi al posto nostro. Quindi smettiamo di dare al partner il potere di farci sentire su o giù, forti o deboli, grandi o piccole/i. E’ un potere solo nostro e solo noi possiamo lavorarci, tirandoci su le maniche e cercando di crescere.
Il secondo proclamo è che gli uomini non sono tutti fedifraghi, superficiali e pronti a correre solo dietro alle gonne, senza responsabilità. Una volta imparato a camminare sulle nostre gambe, a stare in equilibrio davvero, è molto probabile che incontreremo una persona che saprà camminare accanto a noi. Una persona altrettanto matura e pronta ad amarci senza volerci ferire, senza toglierci libertà e al tempo stesso sapendoci essere.
Questa persona – uomo o donna che sia – non ci salverà ma saprà ascoltarci e starci vicino.

Forse Pretty Woman nella realtà non esiste, o forse in qualche caso sì… Probabilmente qualcuna di noi viene davvero salvata dal principe azzurro anche quando è ancora poco in grado di stare bene da sola. L’importante è che Vivian sappia che se si fosse salvata da sola, se avesse fatto un percorso per trovare la sua strada autonomamente prima di incontrare il suo Richard, questi l’avrebbe trovata comunque e l’avrebbe amata sapendo che se le avesse mancato di rispetto lei avrebbe fatto le valigie e non ho dubbi che le avrebbe riservato grande stima anche negli anni a venire.
E la stima reciproca, ancor più della passione che dura una manciata d’anni se non sorretta da altro, è il fondamento del vero amore.









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