Dopo poco più di un anno dall’inizio del percorso, mi ritrovo oggi a scrivere di uno dei battesimi più importanti del triennio, uno di quelli che chiunque di noi corsisti Artemisia desidera, aspetta e teme: la prima volta da Counselor (con un altro corsista).

Per arrivare a questa tappa sono passata da un anno di lavoro su me stessa in Artemisia in cui ho approfondito la conoscenza sulla mia interiorità, mi sono allenata e vedere le mie emozioni, riconoscendole, imparando a vederle ogni giorno in tutte le situazioni e utilizzando strumenti per gestirle. Avevo già lavorato su di me in passato, per cui sono approdata in Artemisia con cerchi del mio passato già chiusi e una struttura emotiva già piuttosto solida e questo certamente mi ha consentito di arrivare con una base. Ma camminando su questo percorso sto conoscendo ancora più me stessa e sto imparando a gestire ancora meglio e con sempre più strumenti la mia emotività, la timidezza, il senso di colpa, il timore di ciò che pensano gli altri di me, la capacità di prendermi la responsabilità di chiudere porte e tagliare rami quando sento che è la cosa giusta per me. Sto imparando a dire di no più di quanto facessi in passato quando qualcosa o qualcuno non mi risuona o non rispetta i miei confini. Sto imparando a dire sì quando sento che qualcosa mi fa bene.
Questo grazie ad ore di lezione in cui ogni volta è un viaggio alla scoperta di qualcosa di nuovo, di sé e di altre persone, e grazie alle nostre triadi che, da osservatrice e da cliente, sanno sempre arricchire un po’… Anzi, tantissimo!
Ho iniziato a conoscere gli strumenti propri del Counseling e a viverli da cliente e da osservatore, li ho studiati nella teoria e li ho applicati nella pratica nella vita di ogni giorno. Perché per diventare Counselor con altri bisogna prima diventare Counselor di se stessi e il percorso per arrivarci è così bello e profondo che non esiste fatica, ma solo bellezza e scoperta.
Con la mia piccola-grande “cassetta degli attrezzi” e consapevole (dovrei dire speranzosa) di essere pronta a lanciarmi, ieri mi sono proposta come Counselor e… Wow, è stata un’esperienza pazzesca!
Il mio timore – piuttosto comune a tutti quelli che iniziano a lavorare con gli altri – era (o dovrei dire sarà, almeno per un bel po’): ho davanti a me una persona che mi sta portando un suo pezzo autentico, una persona che ha cuore, emozioni e mente aperti di fronte a me, che si sta affidando e me ne sta dando in mano la chiave. Se lavoro male con questa persona che cosa succede? Se mi blocco e non so andare avanti, se non riesco a condurla, che cosa succede?
Tutto questo con la classe lì a seguirci, il primo incontro si fa davanti a tutta la classe.
E’ vero, nessuno è lì per giudicare, è un ambiente protetto e ci si supporta a vicenda (altro bellissimo aspetto di questa scuola di vita). Però, bisogna saper gestire l’ansia da prestazione!
Ma con Arianna, la nostra Direttrice così umana, professionale, dal cuore grande, seduta tra la classe, mi sono sentita serena e supportata.
A metà del mio primo colloquio ho avuto un momento in cui ho vacillato su come proseguire, la persona mi stava davanti con la “pancia aperta”, immersa nella sua interiorità, stava vivendo un’emozione forte ed io per un attimo non ho saputo come muovermi, mi sono sentita come un elefante in una cristalleria.

Mi sono voltata e ho guardato Arianna chiedendole aiuto con lo sguardo. Lei mi ha sorriso e mi ha sussurrato un suggerimento… Che ha funzionato. Da lì l’incontro è andato sciogliendosi con bellezza, con un pezzettino che la mia cliente è riuscita a vedere in se stessa grazie anche a me. L’ho aiutata a vedere in se stessa un’emozione profonda che condiziona la situazione in cui si trova, ciò che mi ha portato nell’incontro; vedere e vivere quell’emozione è già un pezzo importante del suo cammino per scoprire quali risorse interiori potrebbe attivare per cercare la sua soluzione personale (che in certe situazioni può significare riuscire a fare una scelta, mentre in altre dover arrivare all’accettazione di una situazione che pare inaccettabile).
Nella stessa giornata di formazione mi è capitato addirittura un secondo incontro da Counselor (inaspettato!). E la mia seconda cliente era felice di come si sentiva quando abbiamo finito l’esercizio, ne è uscita un pochino sollevata e speranzosa. Ho sentito la sua gratitudine e il suo affetto per come ho contribuito a supportarla in quella situazione di pesantezza e dolore che vorrebbe gestire meglio.
Non c’è bisogno che descriva la mia immensa gratificazione nell’aver contribuito all’arricchimento interiore, alla ricerca delle proprie risorse, di due persone nello stesso giorno il primo giorno! Basta dire che sono felice e che ora sono pronta per questo nuovo percorso che si apre davanti a me!







