“Volerò”. Disse il bruco. Tutti risero. Tranne le farfalle.

Il Perdono

Il Perdono

Il Perdono è un atto d’amore verso se stessi. Ma è un’idea che può essere fraintesa. Alcuni pensano voglia dire dimenticare o giustificare. Invece non è né l’una né l’altra cosa. Non è negare il dolore subito. È, invece, una scelta consapevole, è un atto di coraggio e di libertà che ci permette di sciogliere i legami invisibili che ci tengono ancorati ad un passato a cui non possiamo tornare.

Quando siamo stati feriti da qualcuno, soprattutto da chi amiamo o da chi abbiamo amato, il rancore può diventare una zavorra silenziosa che ci affatica e ci condiziona anche a distanza di anni.

Ma ricordiamoci che perdonare non significa approvare, non equivale a dire “va bene così”, ma piuttosto a dire: “Scelgo di non portare più dentro di me il peso di ciò che è stato.”

È un processo che richiede tempo e che parte dall’ascolto autentico del proprio dolore, dell’accettare di stare in quel dolore, dall’accoglienza delle emozioni più scomode: rabbia, delusione, tristezza, amarezza, frustrazione. Solo attraversando le emozioni che sovente rifuggiamo possiamo, passo dopo passo, trasformarle in consapevolezza per poi arrivare a sciogliere quel nodo e lasciarlo andare.

Perdonare fa bene a noi stessi, non solo all’altro. Anzi, il perdonospesso ha poco a che vedere con l’altra persona. Possiamo decidere di perdonarla anche se questa non lo saprà mai, anche quando l’altro non chiede scusa, anche quando non è possibile il confronto. Perché possiamo scegliere di liberarci interiormente, possiamo scegliere la libertà. È una scelta che ci restituisce spazio, energia, leggerezza.
Perdonarsi è smettere di ferirsi vivendo nel passato, per scegliere con amore di vivere il presente.

Il perdono inizia da noi.

A volte siamo prigionieri di sensi di colpa, di scelte che col senno di poi faremmo diversamente.
Ma anche noi meritiamo compassione. Perché tutti, in ogni momento, agiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Il perdono non è un obbligo, ma può diventare un dono che facciamo a noi stessi e non è un atto che si compie una volta sola, ma un cammino da fare con pazienza, accompagnati magari da chi ci può aiutare a vedere con occhi nuovi ciò che ci ha feriti, a trasformare il dolore di una ferita in una risorsa.

In questo cammino di crescita e formazione come counselor, sto imparando che il perdono non è solo un concetto astratto, ma un’esperienza viva, che si radica dentro di noi grazie a strumenti concreti: l’ascolto empatico, la sospensione del giudizio, la presenza autentica.

Attraverso gli strumenti del counseling — l’ascolto empatico, la sospensione del giudizio, la centratura sul qui e ora — sto imparando che il perdono non è un punto d’arrivo, ma un processo intimo e autentico, che ha bisogno di tempo, presenza e consapevolezza.

Sto imparando che il perdono non nasce dalla testa, ma dal cuore.
Che non si impone, ma si accoglie.
E che quando iniziamo a guardarci con più tenerezza, possiamo finalmente iniziare a lasciar andare ciò che non ci serve più.

E, nel momento in cui iniziamo ad accoglierci davvero, anche il perdono diventa possibile. E con esso, una nuova forma di libertà: la libertà di non essere più definiti dalle nostre ferite, ma dalla forza con cui scegliamo di vivere.


Scopri di più da Francesca Counselor in training

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Sono Francesca

Counselor in training.

Questo è il mio blog, troverai informazioni e approfondimenti su che cos’è il counseling, che cosa fa il counselor e come può esserti d’aiuto. Potrai trovare spunti di riflessione, pensieri e idee se lo vorrai.

Un caloroso benvenuto!

I miei contatti